PMR & c.

Ricetrasmittente, PMR & c.

GUIDA ALLA SCELTA

L’utilizzo di apparati ricetrasmittenti, una volta appannaggio di radioamatori esperti e guru delle trasmissioni è divenuto sempre più frequente nel corso degli anni. In questi ultimi 5 anni, complice anche la grande offerta del mercato a prezzi che vanno dai 10€ ai 10.000€ e per alcuni modelli anche oltre ha reso questi strumenti molto diffusi sia a livello professionale che amatoriale. Ovviamente le caratteristiche tecniche dei vari apparati sono molto diverse, così come la qualità della componentistica e dell’assemblaggio. Tuttavia possiamo dire, con un certo grado di semplicità che tutti servono al medesimo scopo: parlare con altri a costo zero. Tralascio volutamente in quest’articolo radioamatori, SOTA etc; mi vorrei soffermare invece sull’utilizzo “meno nobile” ma molto pratico di questi apparati per uso ricreativo. L’offerta nel mercato è vastissima, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: ma vediamo più nel dettaglio cosa sono e come funzionano.

Senza voler entrare in spiegazioni tecniche (in rete trovate una vastissima bibliografia oltre a moltissimi forum specifici) diciamo che possiamo suddividerli in base in due famiglie:

Analogici: sono i primi nati, i classici walkie talkie che generalmente tutti noi conosciamo o abbiamo visto. Vengono utilizzati sia a scopo ricreativo e ludico, ma anche per comunicazioni di sicurezza, nell’industria e nelle emergenze. Hanno il vantaggio del costo, sicuramente inferiore e della velocità di utilizzo (creare una rete PMR analogica è pressoché immediato).

Digitali: hanno un costo di acquisito maggiore e ad esempio per creare una rete di apparati, necessito di più tempo e qualche specifica competenza tecnica; hanno delle funzionalità superiori rispetto a quelli analogici e sfruttano in maniera migliore le bande di frequenza. Sono utilizzati anche per sicurezza, emergenze o per uso privato ed alcune funzionalità li rendono preferibili a quelli analogici. Di contro, soffrono molto di più l’assenza di propagazione rendendo le comunicazioni spesso non comprensibili. Sfruttano in maniera migliore i ponti radio e possono essere adibiti a chiamata di gruppo anche fra gruppi non omogenei. Sembra che il mercato si stia progressivamente spostando verso questa tecnologia, anche se ad oggi, il passo è molto lontano. In commercio si trovano anche dispositivi DMR/Analogico che possono essere utilizzati in entrambi i modi di trasmissione.

Altra suddivisione può essere fatta in base al tipo di frequenza/e dove trasmettono/ricevono; si identificano cioè almeno tre bande specifiche: HF, VHF, UHF che vedremo a breve. Un’altra caratterizzazione viene fatta in base al tipo di apparato; avrò quindi radio da base: se viene utilizzato in una postazione fissa (avrà quindi caratteristiche quali dimensione, alimentazione, componentistica etc. tali da poter essere collocato su una scrivania e non prevede quindi il suo spostamento); veicolare: appositamente progettato e costruito per essere installato su autoveicoli (saranno privilegiate quindi le dimensioni e la semplicità di utilizzo); portatile: progettato per essere utilizzato dalle persone in campo aperto. In questo breve articolo analizzeremo quelli definiti portatili perché più congeniali con il nostro utilizzo anche se, molte informazioni che daremo, sono analoghe anche per altri apparati. Iniziamo dicendo che, senza alcun tipo di licenza, gli unici che potete detenere ed utilizzare sono quelli comunemente chiamati PMR acronimo che sta per Personal Mobile Radio operanti su frequenze UHF, più precisamente su una piccola porzione delle UHF. Questi apparati, complice sia il prezzo che l’abolizione della tassa governativa annuale (12€ abrogata con pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’art. 38 co. 1 lett. E,G del DL 76/20) stanno spopolando. In commercio ne esistono veramente tantissimi tipi, basta fare una ricerca su qualsiasi motore di ricerca per capire l’interesse del mercato. Vediamo nel dettaglio alcune funzioni che rendono questi apparati portatili molto comodi ed utili anche per i nostri scopi.

Potenza: rappresenta la potenza, espressa in Watt [W] del finale dell’apparato; è intuitivo che maggiore è la potenza e maggiore dovrebbe essere la distanza raggiunta. Scrivo “dovrebbe” perché sulla distanza raggiunta non influisce solo la potenza ma almeno altri tre parametri:

Propagazione, che dipende da fattori da noi non modificabili legati essenzialmente all’attività solare ed alla costituzione dell’atmosfera, in particolare la ionosfera;

Antenna: rappresenta la più importante componente del ricetrasmettitore; un detto americano degli anni 70 era: “radio da 10$ ma antenna da 100$”; già da questa semplice considerazione capiamo l’importanza di un’adeguata antenna. Giusto per sgombrare il campo da facili considerazioni vi dico subito che non esiste un’antenna che vada bene per tutte le frequenze: ogni frequenza (o meglio, gruppo di frequenze) necessita di una specifica antenna.

Posizione: ossia il luogo dove mi trovo; risulta evidente che trasmettere con un portatile dall’interno di un edificio è più problematico che sulla vetta del M. Bianco. Quindi altezza sul livello del mare ed assenza di ostacoli “a vista” sono le due prerogative principali per la distanza di trasmissione.

Questi apparati per essere omologati, (termine ormai desueto che si riferiva ad un “bollino” che veniva attaccato sopra quei ricetrasmittenti che potevano essere utilizzati legalmente, senza ovviamente modificarne le funzioni e/o i componenti), ossia utilizzabii legalmente devono avere tre caratteristiche: operare solo su frequenza PMR (che vedremo successivamente), avere un’antenna inamovibile; avere una potenza massima di 0,5W. Come pocanzi scritto, gli apparati che chiunque può detenere ed utilizzare senza licenza, sono i PMR che operano nella banda UHF con frequenze comprese fra 446.00625Mhz e 446.19375Mhz con spaziatura fra i vari canali di 12,5kHz e modulazione FM. Su queste frequenze (canali) per aumentare la facilità di comunicazione e diminuire il rischio di interferenze sono stati introdotti dei sistemi che riescono a far convivere sul medesimo canale più persone senza interferire fra loro. Sono cioè disponibili i toni sub-audio CTCSS e DCS Questo non implica che non possa ascoltare cosa viene trasmesso su quelle frequenze. I PMR oltre che in modo analogico possono operare anche in digitale (DMR con ulteriori 8 canali) o dPMR (16 canali, ma poco utilizzati). Da notare che DRM e dPRM non sono compatibili fra loro.

Utilizzo

OK ma a cosa mi serve? Le ricetrasmittenti o nello specifico i PMR sono molto utili nelle escursioni o anche nelle gite fuori casa perché permettono di parlare con altre persone senza spendere nulla ed in assenza di copertura cellulare. Sfruttano infatti non una rete cellulari/dati ma trasmettono il segnale direttamente dal dispositivo in “campo aperto”. Questo implica che la distanza coperta può variare da 1-3Km a 30-50Km in base a dove vi trovate. Possono essere utilizzate anche in gruppi di escursionisti fra il primo (apri fila) e l’ultimo (scopa), per andare a funghi, chi va in MTB o bici da strada ma anche per divertimento. Un utilizzo particolare riguarda le associazioni di Volontariato e Protezione Civile che spesso li utilizzano per parlare fra di loro senza occupare la frequenza principale oppure per la sicurezza in montagna dove vi è un canale dedicato alle richieste di soccorso (maggiori a fine articolo). Vengono utilizzate anche da molte persone per la comunicazione a breve distanza. Una curiosità: nel Giro d’Italia 2021 il personale sul percorso ha dei Baofeng opportunamente programmati.

Modifiche e accessori

Per essere omologati, non possono essere modificati in nessuna componente, ne è possibile acquistare la versione “export” già modificata. Generalmente le tre modifiche che vengono fatte, oggi tutte da software (in alcuni apparati anche da tastiera o premendo una combinazione di tasti) sono: aumento della potenza da 0,5W a 5W; sblocco dell’antenna (normalmente fissata con una piccola vite o con un punto di colla a caldo); estensione di banda: così da far operare la radio generalmente da 400Mhz a 470-500Mhz (comprendendo così anche tutte le frequenze LPD); attivazione di particolari funzioni quali scrambler, roger beep, vox etc.. In merito alla funzione scrambler pubblicizzata da molti produttori, questa su molti apparati, in realtà non è propriamente “reale”. Mi spiego meglio: lo scrambler è un sistema di cifratura del segnale (in questo caso la nostra voce) che tramite un algoritmo viene criptato in modo da renderlo non comprensibile se non alle persone che utilizzano lo stesso algoritmo di decriptazione. Un esempio di funzione criptata sono le trasmissioni TETRA o altri sistemi di analoghi. Su alcuni modelli anche di PRM in commercio viene inserita la funzione “scrambler” attivabile ovviamente da software di programmazione (che rende la radio illegale, visto che le trasmissioni devono essere “in chiaro”) ma in realtà si tratta di una “inversione di frequenza o di banda” e non di una vera e propria codifica del segnale; chi possiede quindi il medesimo apparato e si posiziona su quella stessa frequenza può sentirne la conversazione. Inoltre alcuni apparati come ad esempio i Midland G13 o G18 che hanno (da software) la funzione scrambler ad inversione di frequenza, non garantiscono la compatibilità con altri apparati della stessa casa. Acquistando ad esempio un G13 ed attivando lo scrambler posso utilizzarlo con altri G13 ma non è detto che vada bene con il G18. Come dicevo questa funzione, essendo una modifica dell’apparato lo rende non omologato e quindi non utilizzabile legalmente su territorio italiano; caso a se fanno alcuni PRM Hytera per i quali è stata data autorizzazione alla vendita in Italia con la funzione scrambler già disponibile ossia presente senza dover compiere alcuna modifica software. Questo implica che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) poter essere utilizzata liberamente (altrimenti avrebbero imposto all’azienda di “bloccarla” come per gli altri produttori). Inoltre Hytera (come ad esempio Wouxun o Retevis) ha uno scrambler “vero” ossia c’è un algoritmo che cifra a 40bit il segnale e se non utilizzi la medesima chiave di cifratura non riesci a sentire le conversazioni. Per tutti i dispositivi si trova in commercio il cavo di collegamento al PC ed il relativo software di programmazione a pochi euro (10€-40€ a seconda delle aziende e dei modelli) oppure altri software come ad esempio CHIRP con il quale si possono programmare molti apparati (quasi tutti quelli asiatici tipo Baofeng, Wouxun, Retavis etc.). Fra gli accessori che molti produttori hanno troviamo: cuffie con microfono incorporato, laringofono, microfoni esterni, caricabatterie da tavolo, caricabatterie da auto, custodie, antenne, pacchi batteria anche con amperaggio maggiorato, pacchi batterie da utilizzare con normali pile AA o AAA, custodie etc.

Consigli per l’acquisto

Secondo la mia esperienza e le valutazioni di mercato, tre sono le fasce di prezzo dei PMR in commercio:

Alta: dove gli apparati hanno un costo superiore ai 100€ ma presentano caratteristiche costruttive e componentistica sicuramente di un certo livello;

Media: dai 50€ ai 100€ dove si collocano la maggior parte dei dispositivi

Bassa: dai 20€ ai 50€

Come sempre capita, maggior prezzo dovrebbe garantire miglior qualità (ma in questo settore, non’è del tutto vero). I maggiori produttori sono Midland, Icom, Yaesu, Polmar per citarne alcuni, tuttavia dobbiamo necessariamente parlare dei prodotti low-cost cinesi che rappresentano una buona fetta del mercato, complice i prezze assolutamente irrisori. Il più conosciuto è sicuramente Baofeng che vende prodotti PMR ma anche VHF/UHF a partire da 10-15€: considerando il costo hanno un ottimo rapporto prezzo-qualità anche se non hanno la struttura (e forse la componentistica) dei marchi più blasonati e cari; sicuramente hanno moltissime funzioni, tutte programmabili anche da software. Fra i prodotti di buona qualità ad un prezzo molto competitivi troviamo Retevis e Wouxun i cui apparati hanno un buon case esterno, si presentano ben curati (soprattutto i Wouxun) ed hanno una valida componentistica oltre ad avere, su alcuni modelli, sistemi di cifratura tramite algoritmo. Ovviamente, già dalla descrizione appena fatta si intuisce che alcuni apparati non sono di libero utilizzo e necessitano di licenza per essere utilizzati.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un buon PMR per utilizzo outdoor? Per la mia esperienza in escursioni anche complesse e per molti test effettuati con vari apparati PMR e non, io considero come caratteristiche basilari:

Impermeabilità: un buon PMR deve poter essere utilizzato anche sotto l’acqua o nella polvere senza troppi problemi; per questo dovrebbe avere una classe di protezione IP54 o meglio IP67 (bisogna però trovare un compromesso fra prezzo e prestazioni).

Batteria: la durata della batteria è fondamentale, meglio una radio più semplice ma che abbia una batteria ben dimensionata (io valuto già discreti apparati con batterie > 1500mAh). Considerate che il display, soprattutto se a colori è molto bello e “figo” ma consuma energia.

Semplicità d’uso: più semplice è meglio è, non posso permettermi di dover consultare il manuale d’istruzioni per utilizzarlo. Quindi o mi imparo il manuale (o almeno le funzioni che servono maggiormente) oppure cerco un’apparato meno complesso.

Dimensioni e peso: se devo camminare per ore o giorni anche il peso può essere una variabile da considerare, così come le dimensioni: se lo tengo a “portata di mano” meglio più piccolo, se lo colloco sullo zaino va bene anche più grande.

Non parlo di prestazioni, potenza, antenna etc. perché se consideriamo quei modelli legalmente utilizzabili, sono tutti molto simili fra loro; dovendoli modificare (rendendoli però non legali, quindi se vi trovano rischiate il penale) dovete valutare quali caratteristiche vi servono di più e scegliere di conseguenza. Sicuramente la possibilità di programmarli da software, nominare i canali a nostro piacimento, scrambler oltre trovare in rete materiale relativo alle modifiche, rende la scelta più selettiva. In rete trovate moltissimi prodotti, una raccomandazione che sento di darvi: non tenete conto della potenza (Watt) dichiarata perché spesso è “fantasiosa”; quella reale, nei prodotti di importazione è intorno ai 5W o poco più per quasi tutti i produttori. Altra informazione utile, non fate caso alla distanza che dichiarano (30-50-80Km etc.) non hanno alcun valore reale.

Vi indico di seguito alcuni modelli di ricetrasmittenti, omologati e non. I prodotti sono riportati al solo scopo dimostrativo ed informativo, non vi è alcun accordo con nessuno dei produttori citati. Si raccomanda sempre di verificare e/o chiedere al venditore se l’apparato che volete acquistare sia di libero utilizzo in Italia.

Midland G10
Midland G13
Midland G18
Midland G9PRO
Hytera PD505
Retevis RT1
Retevis RT81
Baofeng GT3 Mark II
Baofeng GT3 WP
Baofeng BF888s
Polamar Easy
Polamar Skuba 68
Yaesu SK446E
Wouxun KG 801E
Wouxun 939

Frequenze

PMR

PMR analogico FM

ch 1: 446.00625
ch 2: 446.01875
ch 3: 446.03215
ch 4: 446.04375
ch 5: 446.05625
ch 6: 446.06875
ch 7: 446.08125
ch 8: 446.09375

PMR digitale DRM

ch 9: 446.10625
ch 10: 446.11875
ch 11: 446.13215
ch 12: 446.14375
ch 13: 446.15625
ch 14: 446.16875
ch 15: 446.18125
ch 16: 446.19375

Digitale dPMR

ch 1: 446,003125
ch 2: 446,009375
ch 3: 446,015625
ch 4 : 446,021875
ch 5: 446,028125
ch 6: 446,034375
ch 7: 446,040625
ch 8: 446,046875
ch 9: 446,053125
ch 10: 446,059375
ch 11: 446,065625
ch 12: 446,071875
ch 13: 446,078125
ch 14: 446,084375
ch 15: 446,090625
ch 16: 446,096875
ch 17: 446,103125
ch 18: 446,109375

ch 19: 446,115625 ch 20: 446,121875
ch 21: 446,128125
ch 22: 446,134375
ch 23: 446,140625
ch 24: 446,146875
ch 25: 446,153125
ch 26: 446,159375
ch 27: 446,165625
ch 28: 446,171875
ch 29: 446,178125
ch 30: 446,184375
ch 31: 446,190625
ch 32: 446,196875

Codici CTCSS

167.015110.929179.9
271.916114.830186.2
374.417118.831192.8
477.018123.032203.5
579.719127.333210.7
682.520131.834218.1
785.421136.535225.7
888.522141.336233.6
991.523146.237241.8
1094.824151.438250.3
1197.425156.7
12100.026162.2
13103.527167.9
14107.228173.8

Frequenze

Lo spettro delle frequenze è generalmente suddiviso in 9 bande:

  • Very Low Frequency VLF: con lunghezza dell’onda da 100Km a 10Km e frequenza da 3kHz a 30kHz
  • Low Frequency LF: con lunghezza dell’onda da 10Km a 1Km e frequenza da 30kHz a 300kHz
  • Medium Frequency MF: con lunghezza dell’onda da 1000m a 100m e frequenza da 300kHz a 3000kHz
  • High Frequency HF: con lunghezza dell’onda da 100m a 10m e frequenza da 3MHz a 30MHz
  • Very High Frequency VHF: con lunghezza dell’onda da 10m a 1m e frequenza da 30MHz a 300MHz
  • Ultra High Frequency UHF: con lunghezza dell’onda da 100cm a 10cm e frequenza da 300MHz a 3000MHz
  • Super High Frequency SHF: con lunghezza dell’onda da 10cm a 1cm e frequenza da 3GHz a 30GHz
  • Extra High Frequency EHF: con lunghezza dell’onda da 10mm a 1mm e frequenza da 30GHz a 300GHz
  • Microonde: con lunghezza dell’onda da 1mm a 0.1mm e frequenze da 300GHz a 3000GHz.

Maggiori informazioni sulle frequenze radioamatoriali potete trovarle anche qui

Servizi di interesse in PMR

Come sempre quando affrontiamo argomenti inerenti la montagna, l’escursionismo o come in questo caso le radio, segnaliamo il servizio gratuito offerto da Rete Radio Montana (RRM) per la sicurezza in montagna. Gli appartenenti al gruppo, la cui iscrizione è libera e può essere fatta direttamente dal loro sito web o dalla pagina Facebook, utilizzano il canale PMR ch 8 con CTCSS 16. Questo canale, pur essendo ad uso non esclusivo di RRM può essere di grande aiuto in caso di emergenza.

Per qualsiasi informazioni su questi argomenti scrivete al nostro responsabile del Gruppo Ricerca Scientifica: Claudio oppure a segreteria@ftaa.it

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